febbraio 21, 2013

Se non sai la risposta, scegli la più credibile,
NON TI BUTTARE !!


Bisogna cambiare tutto, sono tutti uguali, fanno tutti schifo!
Se la situazione politica ti scatena questi pensieri, ma rigorosamente in maiuscolo, e se sei uno che in passato ha votata PD-Idv, o che ha tentato la strada Arcobaleno, allora ti prego di prestare un minuto  del tuo tempo a questo articolo scritto proprio per te.
Sei una persona di sinistra, o centro-sinistra se preferisci, e quindi temo tu abbia passato gli ultimi 5 anni a roderti il fegato, ad imprecare contro la televisione, a vedere i servizi pubblici sempre meno efficienti, depotenziati, se non del tutto smantellati, tasse altissime, stipendi sempre più bassi,  aziende in crisi nera  saltare come tappi a capodanno, mentre scoprivi che quelli che ti governavano il capodanno se lo facevano ai Caraibi, a spese degli "amici", e pare che la crisi proprio non la vedessero, perché i ristoranti, lo diceva il capo, lo confermava er Batman, erano sempre pieni, ed il bungabunga sempre molto molto frequentato.

Ho sbagliato qualcosa? Non credo, ed è proprio a causa di quello che ho scritto che (continuo ad immaginare)  tu desideri un cambiamento radicale: non ti bastano le differenze tra destra e sinistra, anzi non le vedi più, sei nauseato e ti sei convinto che solo il Movimento 5 Stelle  possa portare questo cambiamento.

La tua convinzione che Grillo manderà tutti a casa (sempre in maiuscolo però), la trai dall' autoconvincimento che se tu, elettore del pur presentabile centro-sinistra, sei così esasperato, allora figuriamoci gli elettori del centro-destra, dopo aver vissuto questi terribili anni di fallimenti e scandali nazionali e regionali, quanta voglia di rinnovamento possano avere, e quindi, corroborato anche dalle folle che riempiono le piazza per ascoltare Grillo, pensi che la convergenza degli elettori da destra e da sinistra sul Movimento5Stelle farà una sana piazza pulita.

Ecco, è su questo che vorrei metterti in guardia, perché forse stai riponendo troppa fiducia in questa convergenza.
Lo hai mai fatto da ragazzino, in piscina, lo scherzo al più tonto della compagnia? 
"Facciamo che ci buttiamo completamente vestiti, tutti insieme a bomba?" 
"Però lo facciamo tutti, altrimenti non vale!"
"Tutti per uno, uno per tutti!"
E poi lì, sul bordo, al momento del tuffo, tutti fermi, tranne il tonto che spiccava il volo, cominciava ad imprecare cadendo in acqua tra i bagnanti attoniti, ed appena riemerso veniva ricoperto di cori canzonatori (scemo, scemo!).    

Io non vorrei che il 25 Febbraio ti trovassi a vivere questa situazione (o ti è già capitato da ragazzino?).
Non ritieni giusto che la responsabilità di cambiare  debbano prendersela, per primi, quelli che ci hanno messo in questa tragica situazione-Paese, votando il centro-destra, lasciano a loro il rischio (figura di merda compresa) del "salto a bomba"?

Il fatto che mi sta a cuore, perché mi riguarda personalmente,  è che se "salterete" soltanto da sinistra (e non puoi  avere nessuna certezza che non sia così, anzi a leggere gli ultimi sondaggi clandestini sembra proprio che si stia delineando questo preoccupante squilibrio), otterrete come unico grande cambiamento quello di cambiare l'opposizione, e mi ritroverò pure io dentro la piscina, con altri milioni di ingenui che speravano fosse finalmente giunto  il momento di avere  un governo, magari non perfetto, ma sicuramente serio, riformatore, animato da principi di giustizia, e saremo costretti a stare tutti dentro l'acqua, per altri 5 anni,  a subire il Berlusca presidente del consiglio ed il suo ministro della giustizia Ruby, che dal bordo vasca, indossando delle belle maschere da maiale, ci gridano  in faccia "SCEMI, SCEMI! ". 

dicembre 03, 2012

Io non giro la Ruota



Ieri sera c'era il duello televisivo Bersani-Renzi, su RaiUno, e quindi, ufficialmente ieri VOLEVO VEDERE  RAIUNO.
Erano anni che non mi capitava, credo fosse dal primo concerto di Madonna in Italia, quello del "Siete caldi? Ankio!":  decisamente un sacco di anni, talmente tanti che non mi ricordavo nemmeno su che numero avessi sintonizzato RaiUno.
Sono andato d'istinto sull' "Uno" ma ci ho trovato RAIPREMIUM, la rete "non si butta via nulla" che trasmette solo il peggio della produzione Rai degli ultimi 15 anni, l'unico canale dove poter vedere un film con attori del calibro di Fabrizio Frizzi, Anna Valle e il cane Rex, tutti insieme e non in ordine di bravura.

Per sapere in fretta dove trovare RaiUno ho chiamato allora al telefono la più grande esperta di RaiUno d'Italia, mia madre, la persona che ho recentemente sentito aprire un discorso  con la frase "Ieri ho visto Cirilli da  Carlo Conti"!

- Mamma, su che canale hai RaiUno?
- Che domande, sull' uno!
- Pensavo anch'io fosse lì, volevo vedere il confronto tra i candidati alle primarie, invece ho beccato RaiPremium, pensa che stanno trasmettendo una puntata di chissà quanti ani fa del gioco dei pacchi, te lo ricordi?
- Ma quella E' RaiUno! Lo sto vedendo il gioco dei pacchi, non è una puntata vecchia!  Il dibattito comincia più tardi (e che sarebbe poi 'sta rai premun?).
- ANCORA FANNO IL GIOCO DEI PACCHI?? E tu ancora lo vedi? ??!! Ma come fai?
- Lo so che è una stupidaggine, ma perchè ti pare che se cambio trovo qualcosa di meglio?

Questa frase "ma perchè ti pare che se cambio trovo qualcosa di meglio", quanto c'entrava questa frase con il dibattito che ha indirizzato le primarie?


- Scusa Mamma, ma tu per chi voti al ballottaggio?

- Che domande, per Bersani!

Colpito!


Ora era tutto chiaro. Il dibattito televisivo 
non avrebbe potuto orientare la mia scelta meglio di così,"Mi tocca votare per forza per Renzi" ho pensato, basta con la prudenza come scusa alla propria mediocrità, bisogna rischiare il cambiamento!

Ma non era finita lì. 


Perchè ho cambiato canale, a quel punto, e subito il  "ti pare che se cambio trovo qualcosa di meglio" mi è rimbombato in testa, nel vedere un tizio che esultava, per aver fatto una pila incastrando uova di gallina dentro rotoli di cartaigienica, fomentato dal presentatore di quello che evidentemente era uno spettacolo televisivo,  e dopo ave ri-cambiato canale,  e scelto un canale moderno, quasi anti-televisivo, quella frase è esplosa, ed  ho dovuto assistere alla gara a chi compra di più e spende di meno tra psicopatiche casalinghe americane che passano la vita a ritagliare buoni sconto dalle riviste ("I buoni sconto sul latte sono rari, quando li trovo li sfrutto al massimo: comprerò 30 litri di latte, tanto si possono surgelare"!) con un sibilo nelle orecchio e la vista annebbiata, le tipiche conseguenze lasciate dalle frasi di tua madre che ti esplodono in testa costringendoti ad ammettere che erano frasi sacrosante. 
Allora torno su RaiUno, e il buon Bersani sta dicendo che bisogna guardare il mondo con gli occhi dei più deboli per dare la giusta priorità ai problemi da risolvere, un grande classico che però fa sempre un gran piacere ascoltare, mentre Renzi, probabilmente a causa di questa metafora televisiva che ormai orienta i miei pensieri, ecco Renzi mi sembra che ogni volta che apre bocca dica solo "Giro la Ruota!".

Così tutto  è tornato al suo posto. 

"Accetto l'offerta del sig. Bersani e mi fermo". 
Probabilmente me ne pentirò, "Rifiuto  e vado avanti" sarebbe stato uno splendido slogan con cui presentarmi al seggio e dare un segno di cambiamento, forse avrei dovuto affrontare il rischio, ma ho capito che non mi piace il rischio quando sembra affidarsi solo alla temeraria fiducia nella "Ruota della Fortuna"!

dicembre 22, 2011

Buon Natale, 1976

© Irina Werning

Capitati su questo rettilineo truccato che ci porta indietro, inevitabilmente bambini,
 torniamo ad usare il passato per indicare il futuro e...
-"facevamo che io ero diventata piccola e guardavo la foto di quando ero grande e mi veniva da piangere?"
-"No, facevamo che guardavi la foto di quando eri piccola, e capivi che era una foto che ancora non era stata scattata! "


Oggi l'abbiamo scattata. La notte è diventata Bianca e in quel flash, nella meraviglia e  nella voglia di condividere la meraviglia c'era la mia vita, astratta dal tempo, fuori dallo spazio. 
Come la stella cadente che si rivela in un attimo, e ti rimane negli occhi:
-L'hai vista anche tu?
-Ti amo!

dicembre 05, 2011

RETTIFICA

Nel numero della scorsa  settimana abbiamo erroneamente scritto  "RIGORE, SVILUPPO, EQUITA' ".
Ci scusiamo pee il refuso, la frase corretta era  BLA,BLA, BLA.

I giorni dell'Euchessina non sono finiti...

marzo 28, 2011

Fratello d'Italia, dove sei?


Ho provato a cercarti.

In questi giorni fatti di carta grigia che sembrano stracciarsi davanti ai nostri occhi, sono uscito dalla televisione per sfuggire all'angoscia radioattiva e ti ho trovato in piazza sotto una bandiera tricolore,
e il tuo sorriso mi ha emozionato,
avrei voluto abbracciarti fratello sconosciuto, e per la prima volta in vita mia non mi sarei vergognato ad avere l'autoradio nella mano destra e un canarino sopra alla finestra.

Nel tornare a casa poi, abbiamo rischiato di far abbracciare anche i nostri rispettivi mezzi a motore, la mia macchina e il tuo scooter imbandierato, forse perchè tu non hai visto che avevo segnalato con la freccia (non tricolore) il mio spostamento, o forse perchè io non ti ho immediatamente notato sbucare a cento all'ora alla destra del camioncino che si era fermato per lasciarmi inserire nel traffico, e improvvisamente non sembravi più mio fratello!
Perchè un fratello non dice all'altro certe cose sulla madre, si presuppone di tutti e due, e raramente lo minaccia di morte (e per fortuna non avevi voglia di attuare la minaccia).

Mi hai turbato, fratellino, e mi hai fatto venire voglia, cioè hai fatto venire voglia a uno dei più convinti pacifisti italiani, di avere la capacità, non tanto di gonfiarti di botte, quanto di saperti affrontare verbalmente con la serena consapevolezza che se solo avessi voluto ti avrei potuto gonfiare di botte!

Arrivato a casa carico di adrenalina, come tutti gli uomini d'azione moderni mi sono scrocchiato le dita e buttato sul computer, determinato a trovare subito un bel corso di una di quelle arti marziali
che tanto andavano di moda ai tempi delle medie, grazie a Bruce Lee e a quel compagno insopportabilmente stronzo, da cui si doveva accettare qualsiasi angheria perchè era cintura verde di karatè.
Il risultato di questa ricerca mi ha però definitivamente convinto che i tempi cambiano e che voler fare Judo, o Karatè o Kung-Fu, al giorno d'oggi, è un po' come voler comprare gli occhialini a raggi x per vedere le donne nude: una roba inutile da ragazzini brufolosi.
Perchè il rispetto dell'avversario, la disciplina e l'autocontrollo delle antiche arti marziali orientali non interessano più a nessuno.

A quanto pare la nostra società si è avvelenata al fiume della paura e della violenza, e così nelle palestre moderne del mondo moderno si praticano "arti da combattimento" moderne, in cui ti alleni a diventare non più un cretino col pigiama bianco bravo a cadere per terra e a fare l'inchino, ma una macchina da guerra senz'anima nè rispetto per nessuno.

Ho amaramente realizzato che qualsiasi sentimento di fratellanza, benchè autentico, non ha più nessun valore perchè tu, fratello d'Italia, cugino d'Africa, o vicino di casa cingalese, sei prima di tutto un "altro", quindi un pericolo e una minaccia per l'unica categoria umana che mi interessi e alla quale tu non potrai mai appartenere, la categoria "IO".

Tutto l'amore che ho è per me stesso, tutto l'odio è per gli "altri", e in queste palestre (migliaia), l'odio ti insegnano con estrema professionalità a coltivarlo e a sfogarlo senza pudori.

Ho finito per stilare una classifica delle palestre più feroci trovate su Internet, come esercizio antropologico, districandomi tra discipline dai nomi affascinanti e sicuramente promettenti come Muay-Thai, Savate, Wing-Chun, Ju-Jitsu e Capoeira, per giungere a formare il podio definitivo delle "migliori scuole d'Italia per aspiranti carcerati facilmente irritabili ":

Al terzo posto c'è una palestra di "Brazilian jiu-jitsu, Grappling e MMA (Mixed Martial Arts)".
Immagino che il Brazilian jiu-jitsu sia molto meglio di un banale jiu-jitsu di un qualsiasi altro posto del mondo, e il MMA (Mixed Martial Arts), grazie alla spiegazione tra parentesi mi rassicura sul fatto di non essere solo la risposta senz'acca alla domanda "Ma che cavolo è il MM(h)a?".
Il dubbio rimane sul Grappling, con questo nome moscetto, non da grande sicurezza.
Come fai a spaventare uno dicendogli "guarda che ti faccio una mossa di Grapplin"...

Secondo posto, medaglia di tubo d'acciaio, per la più "consistente" palestra della Scuola Italiana " Krav Maga".
Anche qui il nome non è il massimo, ma la famosa ape non c'entra proprio niente (hip urrà, Krav Magà!), perchè stiamo parlando de "il sistema di difesa personale e combattimento utilizzato dalle forze dell'ordine e dall'esercito israeliano."
Avete capito bene, se diventi cintura gialla prendi anche la patente per guidare un carro armato!
Qui scopro anche che il caro vecchio Grappling non deve essere tanto innocuo, visto che gli amici di Krav Magà propongono un prezioso "Corso Antigrappling"!
Ma le varianti del Krav Maga son innumerevoli: c'è il "Krav Maga-uso di arma corta e lunga", "Krav Maga TONFA PR-24" (credo che TONF-a sia solo il richiamo onomatopeico all'uso del Pr-24, che è un simpatico manganello sfollagente a quanto ne so io, come ogni arma convenzionale e non, del tutto illegale in Italia se non sei un poliziotto in assetto antisommossa), e poi, visto che andiamo incontro all'estate, il pratico corso "Krav-Maga - Lotta in acqua"(!!!).

Anche se sembra impossibile, era solo il secondo posto in ordine di violenza!

Ecco i primi classificati, vincitori sia del premio del pubblico che dello speciale premio della critica "Tana delle tigri" :
La World Fighiting School e il loro " Corso di Combattimento Totale"!
Ovviamente non parliamo della versione base, ma di quella DELUXE, ovvero la "Fight Class, PER I PIU' AGGRESSIVI"!
Un corso per i più aggressivi di un "corso di combattimento Totale"!! Il massimo.
Per iscriverti devi essere un pittbull appena uscito dal sacco o un orso grizzly col mal di denti e una spina conficcata in una chiappa, e prima di diplomarti devi farti bocciare tre volte perchè qui conta solo una cosa: essere ad ogni costo il PEGGIORE DELLA CLASSE.

Facciamo così fratello, era solo colpa mia che non ho guardato mentre uscivo dal parcheggio: ho sbagliato, ti chiedo scusa, e perfetti sconosciuti come prima!

febbraio 07, 2011

La Pecora Nera

E' uscito in Dvd "La pecora Nera" di Ascanio Celestini, in concorso a Venezia nel 2010.
Non potevamo non pubblicare la recensione scritta da Lou Cricieto e, a piè di pagina, non poteva mancare la storia delle straordinarie coincidenze che questa recensione è riuscita ad annodare:


L
a pecora nera è il disadattato, il bambino difficile, l'escluso.

E' Nicola, il protagonista del film, ed è anche Ascanio Celestini, che da attore interpreta il personaggio, e da autore, con voce fuori campo, ce ne racconta la storia facendola inevitabilmente la "sua" storia.

Nicola è nato negli anni sessanta, molto prima della legge Basaglia. La scuola e la famiglia (il padre è un pastore, la metafora è un piccolo capolavoro), le Istituzioni, non sono in grado di aiutarlo, di ascoltarne e magari interpretarne il disagio, anzi vengono mostrate come la prima vera forza distruttrice del suo delicatissimo meccanismo interiore, portandolo così, giovanissimo, quasi naturalmente, in manicomio.

Il manicomio, la terza Istituzione, sicuramente non a caso contrapposta o addirittura sovrapposta alle altre due, è quella che saprà accoglierlo, dargli delle regole da rispettare, delle linee da seguire ma che, piccolo particolare, saprà farlo diventare un perfetto "matto".

Ma il racconto di questo percorso di distruzione dell'individuo nel film non c'è. Non è la violenza, non è l'elettroshock, solo evocato, che Celestini vuole farci conoscere, perché il suo interesse di Autore empatico che entra nei personaggi (che sono prima di tutto persone vere, con vere storie di sofferenza, che hanno avuto la forza di raccontare mentre lui ascoltava con una capacità sorprendente di farsi "altro"), è restituire lo smarrimento emotivo del suo personaggio, di trasformare in poesia il suo mondo interiore di gioia, amore e dolore, di spiegarci che lo sgomento maggiore non lo dà tanto il male subito quanto la totale incapacità di comprenderne il perché.

"Diventando" la pecora nera Celestini ci regala il suo atto d'amore verso gli ultimi, gli inascoltati, ed è impossibile, visto l'argomento trattato e la forza emotiva trasmessa, non tornare col pensiero a Marco Lombardo Radice ( il “rivoluzionario” neuropsichiatra voluto da Giovanni Bollea nel 1976, a soli 27 anni, come Direttore del reparto adolescenti dell’Istituto romano di neuropsichiatria infantile, innovatore con i suoi percorsi terapeutici basati soprattutto sull’ ascolto delle necessità dei bambini e sulla compensazione delle loro carenze affettive, la cui esperienza ispirò, dopo la sua morte, un altro importantissimo film sul disagio mentale : “il Grande Cocomero”) e alla sua emblematica citazione, volta in senso autobiografico, del brano centrale del Giovane Holden :
"Sai quella canzone che fa : Se scendi tra i campi di segale, e ti prende al volo qualcuno?..Mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell'immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, intorno non c'è nessun altro,nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull'orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo e io devo saltare fuori da qualche posto e acchiapparli. Sarei soltanto l'acchiappatore nella segale."

Lou Cricieto


L
a trama dei collegamenti che ci ha portato a questo post, in questa splendida mattinata romana, è così fitta che sembra impossibile credere sia frutto di coincidenze, e se avete avuto la solita pazienza di leggere, avrete di sicuro trovato dei fili lasciati in sospeso che magari potrete essere voi stessi ad annodare.

E' successo che è uscito pochi giorni fa in Dvd "La pecora Nera", il film di Ascanio Celestini sul manicomio, ed è successo che hanno chiesto a Lou di scriverne una recensione, e a Lou la dolcezza e la poesia del film hanno richiamato magicamente alla mente un altro film sul disagio mentale, "Il grande Cocomero" di Francesca Archibugi del 93, film ispirato all'esperienza professionale di Marco Lombardo Radice nell'Istituto romano di neuropsichiatria infantile di Via dei Sabelli, ed è successo che Lou finisse di scrivere la sua critica contenete il riferimento a Marco Lombardo Radice, a al suo maestro Giovanni Bollea, proprio ieri sera, e quindi questa mattina stavamo per creare il più semplice dei post, quello del copia-incolla di un articolo scritto per altre ragioni, proprio mentre leggendo i giornali scopriamo che questa notte è successo che Giovanni Bollea è morto, e ogni quotidiano oggi contiene un commosso omaggio alla sua figura e al suo lavoro, e quasi tutti fanno riferimento al film "Il grande Cocomero" e al vero reparto adolescenti dell’Istituto di neuropsichiatria di Roma, sul quale pare si abbatteranno tagli di spesa voluti dalla regione Lazio e per il quale Bollea, solo 15 giorni fa, aveva lanciato un appello a salvaguardia della struttura.

E così il nostro sincero apprezzamento alla Pecora Nera diventa anche il nostro omaggio a Giovanni Bollea, al suo allievo Marco Lombardo Radice scomparso a soli 40 anni nell'89 e, colpo di scena finale , a Salinger, ad un anno dalla sua scomparsa, a cui Lombardo Radice rubò il significato profondo ed il titolo originale del suo capolavoro, per dare l'icipit al documento che rappresenta sotto molti profili il "testamento" politico e psichiatrico di Lombardo Radice, intitolato, appunto, "il raccoglitore nella segale".

luglio 13, 2010

SOSpesi

winter tales-PaoloVentura
Sospesi,
in una democrazia in bilico di un paese pericolante.

Ecco perchè abbiamo tutti la nausea. E quel senso di vertigine. Come quando si sogna di precipitare nel vuoto, con l'angoscia però di non riuscire a svegliarci.
Il nostro Aereo balla in mezzo alla tempesta, nel buio assoluto tagliato solo dai fendenti di luce dei fulmini. Gli altoparlanti interni ripetono continuamente che non c'è da preoccuparsi, che il pilota ci porterà, anzi ci ha già portati (??) fuori pericolo.
E noi passeggeri dell'aereo che facciamo? L'impressione è che la maggior parte dorma beata. Molti guardano la televisione (ma non riesci a distinguerli bene da quelli che dormono), qualcuno borbotta che è tutta colpa del pilota, lo accusa di non saper governare...l'aereoplano, di aver spinto deliberatamente l'aereo dentro la tempesta canticchiando che non c'era nessuna tempesta, e di non avere ora la minima idea e capacità di farcelo uscire.
Nessuno però appare realmente preoccupato, coinvolto o ancor meno investito da qualche rara forma di responsabilità, sfiorato dall'idea di poter fare qualcosa per contrastare l'emergenza: al massimo i più determinati scrivono con il pennarello "pilota Boia" sul vetro dell'oblò.
La strategia dei giorni dell'Euchessina, per coerenza, è diversa:
noi, come al solito.. ci attacchiamo all'arte, nella convinzione che nell'arte ci sia la forza di verità, l'inovazione e la creatività necessarie in ogni fase di rinnovamento e rivoluzione collettiva. Questo mese abbiamo scelto due forme d'arte "moderna", la fotografia che si fa poesia, ed il cinema.

La Poesia della sospensione, nelle fotografie che condividiamo con voi (quella di copertina è di Paolo Ventura, artista italiano che è sceso dall'aereo da/in tempo e ora vive a New York, la seconda è un regalo anonimo, chi conoscesse l'autore ce lo faccia sapere!), ci fa provare una sensazione di precarietà non pericolosa, leggera, capace di elevarci di qualche centimetro sulle nostre angosce. Ma è stato solo il dolce aperitivo del piatto forte e molto amaro del giorno, quel cinema che ci ha fatto ripiombare al centro delle nostre preoccupazioni:
Siamo andati a vedere (La Redazione al gran completo) , Draqulia -L'italia che Trema. Se non lo avete ancora visto e abitate in una megalopoli dove è ancora lo proiettano o dove le Arene estive si apprestano a riprogrammarlo, andateci di corsa, troverete uno dei più bei documentari mai girati in Italia, dolce omaggio alle sofferenze degli aquilani e amarissima denuncia di coloro che in questo strano Paese ci succhiano la verità per restituirci veleno e menzogna. (Vi piacerà, oppure Lou non sarà più il nostro Critico Cinematografico !)
Oltre la stringente attulità del film, proprio nei giorni in cui gli aquilani manifestano a Roma per assediare la residenza dorata di colui che si è autoglorificato come il loro grande benefattore , e per risposta si prendono delle manganellate in testa, vorremmo approfondire con voi il senso della riflessione finale del film, che è poi l'argomento nascosto in un sottotesto che sfocia solo nel finale, espresso per bocca dell'ultima persone intervistata, e che ci restituisce forse la chiave del nostro senso di di sospensione, precarietà e vertigine :

"In Italia" -è il senso di ciò che dice questa persona- "non ti arrestano e non ti torturano se esprimi opinioni contrarie al potere, ma questo non perchè non ci sia alcuna forma di dittatura, ma perchè c'è LA DITTATURA DELLA MERDA. "

Ci è sembrata la migliore definizione possibile della situazione politica italiana.
L'italia è un paese rovesciato e governato dalla merda. E di fronte al potere che ti asfissia togliendoti sempre più libertà, l'errore da non commettere, per non dare un definitivo segno di resa e di sconfitta, è l'isolamento.
Alfredo Olivera, Psicologo dell'ospedale psichiatrico di Buenos Aires, ritiene che la prima necessaria cura dei disturbi psichiatrici sia il far uscire i pazienti dalla solitudine, condizione spesso assoluta, tetro abisso a cui sembrano autocondannarsi i malati psichiatrici. E' basandosi su questa convinzione che Olivera fondò Radio La Colifata (la folle), la prima stazione radiofonica al mondo a trasmettere dall'interno di un manicomio, con le trasmissioni create e condotte dai pazienti psichiatrici.
Parlare al microfono ti da immediatamente la sensazione che dall'altra parte, chissà dove, qualcuno ti stia ascoltando, ed in quel preciso momento cessi di essere solo ed esci dall'isolamento. L'idea fu uno straordinario successo clinico e umano, ed è la stessa idea che riprendiamo noi, scrivendo sul nostro magazine nella convizione che qualcuno ci stia ascoltando, perchè comunicare agli altri è l'antidodo alla pazzia.

Chiudersi nell'idea consolatoria di essere soli, i soli ad aver capito tutto da molto tempo, i soli ad essersi arrabbiati così tanto da non avere più la forza e la voglia di protestare, con l'unica illusoria ultima speranza che tanto non possa durare a lungo, che prima o poi cada, è il fondo della sconfitta che non vogliamo toccare.
Perchè quelli sospesi, quelli in bilico in mezzo alla tempesta, siamo noi!

Rischia di cadere l'aereo, ma non il pilota 

Il comandante non è a bordo! Sta scopando
con le assistenti di volo in un rifiugio anti-atomico vista mare in Costa Smeralda!! Lui non vede neanche il cielo grigio, lo vede sempre e solo blu a causa, pare, di un trascurablile effetto collaterale del medicinale che è costretto ad assumere per rimanere in vita.

Bisogna entrare nella cabina di pilotaggio per salvarsi. Noi che non abbiamo la forza, almeno proviamo a lanciare un SOS.

Speriamo che per liberarci dalla dittatura della merda, possano aiutare "i Giorni dell'Euchessina" !

La Redazione